Anchorman: La Leggenda di Ron Burgundy

“Anchorman: La Leggenda di Ron Burgundy (2004) ha mostrato Will Ferrell al suo apice assoluto e scatenato nei panni di Ron Burgundy, il pomposo e sessista conduttore di notiziari di San Diego degli anni ’70 che si crede l’uomo più importante della città. Il film è un’assurdità senza sosta: la performance di flauto jazz, il cane Baxter che viene calciato giù da un ponte, l’epica rissa tra le squadre di giornalisti con conduttori rivali (‘Il 60% delle volte, funziona sempre’, ‘Sono una specie di pezzo grosso’), il crollo ‘Sono in una teca di vetro di emozioni’, l’intera esistenza di Brick Tamland (‘Amo la lampada’, ‘L’incendiario ha piedi dalla forma strana’), e la leggendaria chiusura ‘Stay classy, San Diego’. Christina Applegate nei panni di Veronica Corningstone, l’ambiziosa giornalista che sfida l’ego di Ron, aggiunge una tensione e una chimica perfette. Il guardaroba anni ’70, i set ridicoli e i dialoghi esagerati hanno reso ogni scena citabile. Abbiamo imparato a memoria intere sequenze, abbiamo riso fino a farci male i fianchi, e ancora oggi usiamo ‘La situazione è degenerata velocemente’ o ‘Per la barba di Zeus!’ nella vita reale. Era impavido, stupido nel migliore dei modi, e ha catturato perfettamente quell’umorismo di Ferrell dei primi anni 2000 dove tutto era possibile se ti faceva ridere.”

Anchorman era un capolavoro surreale di sessismo in redazione e teche di vetro di emozioni… ma dopo, incontreremo un uomo il cui comportamento ‘cattivo’ durante le vacanze lo rende il Babbo Natale più improbabile di sempre.

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